Norme redazionali

Di seguito le nuove norme redazionali (approvate il 9 maggio '12).

Premessa 1: gli articoli dovrebbero arrivare alla scadenza già coerenti con le norme redazionali.

Premessa 2: per praticità è fortemente consigliato scrivere il testo direttamente su We/Riseup (vedi anche la guida); nel caso si lavori su documenti Word tenete presente che la formattazione può andar persa tra una versione e l’altra; per ridurre i rischi usate tutti il formato .odt.

Lunghezza

  • articoli di parola chiave: _______ minimo 10mila, massimo (tassativo) 20mila battute
  • rubriche, recensioni & co.: _____ 3-7mila battute tutto incluso (con ampi margini di manovra)
    • eco e voci: _____________ cappello introduttivo di max mille battute

Stile

Sii chiaro e semplice, chi legge non ne sa a pacchi dei contadini della bassa sassonia;
non sillabare, non fare 48 subordinate, dividi in paragrafi titolati.
Evita inutili forestierismi [eh?], mantieni una coerenza interna (come grafia, es: “medievale” o “medioevale”, scegli! Ma anche come consecutio temporum).
Rispetta ortografia e grammatica (È è corretto, E' non lo è).
Evita maiuscolo e maiuscoletto, in internet equivale ad urlare. Va bene solo nelle citazioni e nelle sigle che lo richiedano.
Consiglio: non abusare delle citazioni, riesci a scioglierle nel testo normale?

Corpo e carattere

Times New Roman, corpo 12, interlinea singola; se scrivi su We/Riseup non devi porti il problema.

Corsivi, grassetti e sottolineature

Grassetti
Evita i grassetti se non indispensabili. Usali tendenzialmente per rimandare ad un altro articolo (es: la prima parte dell’articolo, se stai scrivendo la seconda).
Se devi enfatizzare qualche parola usa piuttosto il corsivo.

Corsivi
I corsivi servono per enfatizzare le parole chiave del discorso, se necessario.
Usali sempre per parole straniere (a meno che non siano d’uso corrente, tipo «computer» e «gratis»).

Sottolineature
Sono molto deprecate in internet, quindi da evitare. Piuttosto usa corsivo e grassetto.

Citazioni corte e lunghe

Le citazioni vanno riportate in maniera letterale, eventuali errori vanno riportati e segnalati con (sic). I corsivi vanno riportati e segnalati in nota (es: «corsivo mio» o «in corsivo nel testo»).

Corte
Le citazioni brevi sono formattate come testo normale e vanno racchiuse entro virgolette a caporale (o rondini!), «in questo modo». Non usare le “virgolette”.
Se la citazione contiene al suo interno un’altra citazione, allora per la citazione interna usa le “virgolette”.

Non sai fare le virgolette caporale?

Windows: Tieni premuto ALT e scrivi 174 (per aprirla: «) ALT + 175 (per chiuderla: »);
Mac OS: ALT + 1 (aprirla); ALT + Maiusc + 1 (chiuderla)
Linux (Ubuntu&co): ALT GR + < (aprirla); ALT GR + > (chiuderla)

Esempio:

«come disse il nonno: “guarda che ai miei tempi la Bassa Sassonia era tutta campagna”»

Lunghe
Se una citazione è lunga usa il rientro e corsivo, senza farla introdurre dai caporali. Unica eccezione nelle rubriche in cui i riferimenti della citazione vanno di seguito alla citazione (tra parentesi tonde, visto che in teoria si sta rimandando ad un solo libro, che è quello recensito) e non in nota.
Una valida alternativa in caso si stia invece rimandando ad un altro testo è usare il sistema Harvard: (Autore Anno: pagina), ma in questo caso è poi obbligatorio fare una bibliografia (anche di un solo testo) con l’indicazione bibliografica completa.

Citazioni in lingua straniera

Le citazioni in lingua straniera vanno tradotte. Il testo originale della citazione va inserito nella pagina di lavorazione su Riseup, inserendole in un paragrafo apposito ed indicando chiaramente i riferimenti bibliografici e la nota a cui si riferiscono. Nell’articolo il testo originale va indicato in nota scrivendo «traduzione nostra (o traduzione dell’autore), cfr. il testo originale».
Se invece l’articolo non ha una lavorazione (es: rubriche) la versione originale va inserita integralmente in nota.

Esempio di nota:
J. K. Rowling, Harry Potter and the Philosopher’s Stone, Città: Editore, 1997, p.78, traduzione dell’autore, cfr. il testo originale.

Date, sigle etc.

Date
Scrivi le date come 25 aprile 1945 e non come 25/4/’45 o altro; scrivi “anni Sessanta” e non “anni ’60”; poi segui buon senso e coerenza interna.

Sigle
Le sigle vanno scritte per esteso (e spiegate/tradotte tra parentesi se straniere) alla loro prima occorrenza.
Rispetta il maiuscolo o minuscolo nella sigla; per i punti (es: s.r.l., Pcd’I) rispetta la coerenza interna all’articolo.

Esempio:
Stasi (Staatsicherheitspolizei, polizia per la sicurezza dello Stato)

Paragrafazione

L’articolo (soprattutto quelli di parola chiave) deve essere paragrafato ed i paragrafi devono avere un titolo. Preferibilmente i paragrafi non vanno numerati, salvo serva nell’economia del discorso.

Sottotitolo standard

Per le recensioni e gli articoli di “Eco e voci” è opportuno un sottotitolo standard che riporti, in corpo 14, i riferimenti bibliografici dell’opera presa in analisi (vedi il paragrafo Bibliografia e fonti).

Esempi per libri e film:

Daniela Danna, Il genere spiegato a un paramecio, Pisa: BFS edizioni, 2011, pp. 79
Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck, Germania, 2006, 137 minuti

Note

Le note a piè pagina devono essere inserite nel testo in questo modo:

  • il numero della nota, nel testo, va inserito dentro una doppia parentesi graffa: {{1}};
  • il testo della nota deve andare a fine articolo e deve essere preceduto e seguito da una doppia parentesi quadra con dentro il numero della nota: [[1]] Testo [[1]]

Esempio:
Bla bla bla i contadini bla bla dissero che sassonia{{1}} e baviera{{2}}.

Note:

 [[1]] Com'è noto son tutti con le pezze al culo [[1]]
 [[2]] Che anche loro non se la passan benone [[2]]

Citazioni bibliografiche

È opportuno indicare oltre al testo anche la pagina o le pagine, usando p. 11 oppure pp. 24-33.
Dato che nel sito le note si aprono in un box, è opportuno citare sempre i riferimenti principali (autore e titolo breve) dell’opera, senza usare op. cit., Ibidem e Ivi.

cit.
La prima occorrenza va scritta per estesa (vedi sotto: Bibliografia), dalla volta successiva si usa il nome puntato ed il titolo abbreviato con cit. (omettendo città, editore ed anno).

Esempio:
Antonio Gramsci, Quaderno 22: Americanismo e fordismo, Torino: Einaudi, 1974, pp. 21-23
A. Gramsci, Quaderno 22, cit., p. 33

Cfr.
Da usare quando la nota non si riferisce ad una citazione esatta ma soltanto in riferimento ad un passaggio (o nel caso di interi testi o loro parti)

Esempio:
Cfr. A. Gramsci, Quaderno 22, cit., pp. 37-40

Passim
Da usare (con moderazione!) al posto dell’indicazione delle pagine quando gli estratti appartengono a varie pagine

Esempio:
A. Gramsci, Quaderno 22, cit., passim

Bibliografia e fonti

Elenco puntato in ordine alfabetico per cognome.
In caso di più opere dello stesso autore nelle occorrenze successive il nome va puntato e i testi vanno ordinati per anno di pubblicazione (crescente).
Gli articoli di rivista vanno separati dalle monografie e saggi, lasciando uno spazio. Valgono gli stessi criteri di ordinazione.

Per tutto il materiale “eterodosso” che finisce nelle fonti si stabiliranno man mano degli esempi/standard, e vedi anche il paragrafo Sottotitolo standard.

Esempio:
Antonio Gramsci, Americanismo e fordismo, Torino: Einaudi, 1974.
Mario Bianchi, Elenco dei cognomi italiani che sono colori, Roma – Bari: Laterza, 2003

saggio:
Pina Sinalefe, Liegi Bastonliegi, in Ennio Annio (a cura di), Titolo che non mi viene, Roma-Bari: Laterza, 2010.

tesi:
da fare

documentario:
ma vedi un po’ tu

rivista:
Maccio Capatonda, Ma le virgolette caporale sono davvero alla moda?, in «Ortografia 2000», 2-3/1999

Link a materiale on line

Ad ogni collegamento a materiale online esterno al sito è fondamentale indicare la data di ultima consultazione del materiale. Il testo del link deve contenere il link esteso, non il titolo della pagina puntata).
In caso si debba linkare un file online (un pdf, doc o altro) bisogna fornire un link diretto al documento.

Esempio:
www.google.it, consultato il 29 febbraio 2011

Immagini

Numero immagini: minimo 1 (obbligatoria), articoli lunghi possono arrivare anche a 5 immagini, a seconda delle esigenze.
Le immagini devono essere possibilmente descrittive ed in tema con il testo, in caso di recensioni è opportuno inserire anche la copertina/locandina dell’oggetto recensito.
Ogni immagine deve essere fornita completa di didascalia descrittiva (ad esempio il ritratto di un personaggio deve riportare almeno le informazioni: Nome Cognome (Anno nascita - Anno morte))

Per le immagini è opportuno fare attenzione al problema del copyright:
prendere immagini a licenza libera è consigliato (fornisci anche il link alla fonte con l’autore), magari cerca di privilegiare database alternativi piuttosto che il semplice Google immagini. Vedi sotto un elenco di database dove trovare immagini libere o (meglio ancora) di pubblico dominio.

Oppure puoi scattarle tu! (Olga docet)

Fonti per immagini:

Tag

Le tag devono rispondere alle domande: chi, cosa, dove, quando; non devono essere troppe, i nomi vanno estesi, non cose strane fuori standard.

Tabelle

È preferibile ridurre l’uso di tabelle, se possibile è preferibile rendere una tabella con dati come grafico, da fornire come immagine (facendo attenzione alla leggibilità). Le legende e descrizioni possono essere aggiunte in forma testuale.

Versione pdf

Scarica l’allegato nella colonna di destra, per consultare le norme anche quando non si è online.

 

Ci stavo pensando l’altro giorno, al fatto che non avessimo mai deciso il numero di battute per gli articoli; o meglio, che non ci fossimo neanche mai posti veramente il problema.
Che adorabili cialtroni che siamo.

 
 

Non è proprio vero. Il problema ce lo siamo posto e riposto a suo tempo. Ce lo siamo detti fra noi, ricordo anche diverse assemblea in cui ci siamo arrovellati abbastanza a riguardo (addirittura anche il Maj diede un suo parere su questo).
Alla fine optammo per quegli intervalli piuttosto larghi, con l’idea che avremmo col tempo aggiustato a seconda della migliore “sperimentazione” ecc.

Riparliamone, comuqnue! ;)

 
 

Ma secondo voi, mettere i nomi puntati non è orrendamente patriarcale? Così tanto per dire…
Sulla lunghezza, da utonta vi dico che leggere cose lunghe su internet mi stanca molto e spesso non le finisco, magari è meglio lavorare sull’ipertestualità, ovvero ad esempio ampliare “pezzi” di articoli in altri articoli piuttosto che calare un simpatico “pippone”, ma questo appunto, lo dico da persona che si stanca facilmente.
Comunque ero entrata per sapere: Per le citazioni nel testo: corsivo? rientro? what?

 
 

Rientro e corsivo.

Ma secondo voi, mettere i nomi puntati non è orrendamente patriarcale? Così tanto per dire…

EH?!!?!?

 
 

Il nome puntato non fa capire il genere dell’autore/ice.
Ci sono standard diversi che lo fanno, es.
Cognome, Nome. Anno. Titolo, etc.
che preferisco. Anche perché il cognome come concetto è piuttosto legato al sistema capitalistico e patriarcale etc. Mi risparmio il pippone ;)

 
 

Il nome puntato non fa capire il genere dell’autore/ice.

E nella mia ignoranza io penso: questa è una cosa bella: perché non ti giudico in base al tuo genere ma alle tue parole… non mi accusare di voler annullare la differenza ;)

Voglio il pippone, altrimenti non mi convinco.

 
 

Si ma nel 90% dei casi immagini un uomo dietro chi scrive, eccetto quando si tratta di storia di genere. Fai la prova.
Il pippone comunque lo farei più sul sistema di identificazione delle persone attraverso il proprio genitore maschio, sei sicuro che lo vuoi?

 
 

Per cortesia, no al pippero.

Comunque sono d’accordo sul nome completo… peraltro ammetto di non essermi mai accorto che nelle norme redazionali era puntato, ho sempre inflitto ai miei correttori i nomi nella loro interezza.

 
 

SIIIIIIII ALICE!!!!!!!!!!!io lo voglio!!!!!!!!!!

 
 

Quindi più che altro quale devo usare? faccio di testa mia e metto quello che mi pare (cioè nome e cognome estesi, che mi sembra molto più chiaro).
In generale discorso da affrontare, magari non con le pubblicazioni in corso

 
 

In realtà, il problema del nome puntato è più che altro quello che era venuto fuori quel giorno che le abbiam decise (giorno infausto vista la popolarità di queste norme):

Nel caso ci sia una semi-omonimia, vedi Michele Salvati e Mariuccia Salvati? M. Salvati indica entrambi e crea confusione. Io mi ricordavo si fosse deciso per il nome intero, ma evidentemente no.

Poi:

Abbreviazioni varie:

Cit. (= citato in), v. (= vedi);
le abbreviazioni di seguito si scrivono tutte in corsivo, Cfr. (= confronta con); op. cit. (= opera citata, quando – in una nota – si cita un testo già citato precedentemente, per evitare di ripetere il titolo intero e le indicazioni bibliografiche)

Non sono certa siano troppo esatte nella spiegazione, soprattutto io sapevo che “citato in” fosse cit. in e “vedi” fosse un’usanza vogon da evitare pena la morte per lapidazione. Poi “op.cit.” si usa con parte del titolo o senza titolo del tutto?

 
 

La regola vorrebbe:
1) Prima volta che citi qualcosa, Enzo Stocazzo, “Alle dame del castello piace fare solo quello”, Torino, Einaudi 2010
2) Dalla seconda volta, Enzo Stocazzo, “Alle dame del castello”, cit.
Se poi citi consecutivamente la stessa opera più volte e l’ultima volta hai usato l’abbreviazione 2), da lì puoi usare E. Stocazzo, op. cit.
In questo caso abbreviare il nome non è fonte di confusione.

Poi oh, il professor Stocazzo il problema del patriarcato non lo sente :)

 
 

Comunque guardando gli articoli, con le norme redazionali mi sembra che ogni ha autore abbia usato quelle che diamine gli pareva

 
 

eh.. rendiamocene conto!

 
 

Noticine mie su cosa potrebbe esser rivisto:

  • stile della pagina più sintetico e snello (magari suddiviso in più paragrafi) nella speranza che sia letta e consultata maggiormente (tipo con gli esempi man mano)
  • cit. op.cit. ibidem. ivi Quousque tandem abutere etc… decidere una volta per tutte se usarle e come (le attuali norme prevedono di non usarle o quasi, noi le abbiamo sempre usate ma senza la massima correttezza)
  • citazioni bibliografiche e bibliografia
  • intestazioni/sottotitoli standard (per recensioni, non credo serva per altro)

citazioni bibliografiche e bibliografia, appurato il consenso sul nome esteso, cosa ci piace di più tra:

  • GRAMSCI Antonio, Americanismo e fordismo, etc
  • Gramsci Antonio, titolo
  • Antonio GRAMSCI, titolo
  • Antonio Gramsci, titolo

a me poi, nelle citazioni e bibliografia, piace l’idea di abbreviare il nome dopo la prima ricorrenza, ma anche no. Indicazione delle pagine anche nella bibliografia?! perplesso.
Sempre su questo: in bibliografia facciamo l’elenco puntato? Dividiamo monografie e saggi da articoli? Facciamo il box “Fonti” come quello della bibliografia, in caso di fonti di prima mano? (come già fatto in questo articolo)

 
 

ho importato le nuove norme, approvate ieri. La vecchia versione delle norme è recuperabile su “versioni” e parte del lavoro per queste norme è disponibile su norme redazionali bozza.
Ho caricato anche il pdf con le nuove norme, quello con le vecchie lo allego a norme redazionali bozza.

Le norme non sono statiche! e soprattutto, man mano che emergeranno nuove esigenze dovremo discuterne ed aggiornare le norme di conseguenza.

 
 

scrivo qui, tanto nessuno se ne accorgerà:

il paragrafo Link a materiale on-line è inapplicato, nel senso che finora abbiamo proceduto diversamente; in effetti cambierei la cosa, dato che l’indirizzo esteso senza titolo è orrendo e non fa capire nulla del contenuto;

 
 

… Vero.

 
 

esatto, quello deriva chiaramente da un discorso che vale sul cartaceo, ma va ripensato per l’online. Bene secondo me linkare, ma terrei il fatto di indicare la data di ultima consultazione.

 
 

io sulla scorta dell’ultima pubblicazione farei come su www.casoesse.org/2012/10/30/vanloon-nixon-vs-kennedy, ossia mettere “Titolo della pagina in corsivo da Sito” come link, e poi “ultima consultazione il 10/10/2010” (o forse “consultato il”)

dove “Titolo della pagina” è quello che si ricava dall’intestazione, e “Sito” è quello che è dichiarato nella testata del sito (poi chiaramente qualche approssimazione ci sarà sempre)

 
 

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