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Gli attivisti che domani scenderanno in piazza contro l’austerity ricordano bene cosa accadde nei giorni successivi al 15 ottobre 2011,
quando piazza San Giovanni diventò un campo di battaglia.

Ricordano l’appello sui social media – e finito anche su Repubblica – che chiedeva ai manifestanti
di postare le foto dei disordini scattate durante il corteo
per facilitare alle forze dell’ordine il riconoscimento dei violenti.

Ma non è soltanto il 15 ottobre a sollecitare negli hactivist una riflessione sul rapporto tra media e potere.
Da Occupy Wall Street alle mobilitazioni in Valsusa fino all’immagine che mostrò al mondo
il suicidio dell’ ambulante tunisino Mohammed Bouazizi che nel dicembre 2010 incendiò la rivoluzione tunisina,
per gli organizzatori del #19o è chiara una consapevolezza:
“i conflitti si vincono, e si perdono, su due piani solidamente intrecciati: il terreno fisico di conflitto e lo spazio digitale comunicativo”.

Lo scrive il sito di informazione antagonista Infoaut presentando il “Piccolo manuale di autodifesa digitale”,
elenco di accorgimenti e app sicure da utilizzare non soltanto per comunicare durante la mobilitazione
al riparo da occhi (e orecchie) indiscreti, ma anche per usare i social network in maniera intelligente.
Se, come avvertono i compilatori del manuale, “l’immagine è uno dei motori principali dell’azione politica”,
allora è meglio sapere come non rimanere sommersi dal flusso continuo e incontrollato
di foto, parole e notizie che inevitabilmente invaderanno domani giornali, Facebook e canali informativi.
Anche per documentare eventuali abusi da parte della polizia, un leit motiv delle discussioni al termine di ogni protesta e non soltanto in Italia.
Come?

In primo luogo impostando una password al blocco dello schermo dello smartphone.
E poi utilizzare programmi come RedPhone, TextSecure e Surespot
per poter telefonare e comunicare senza il rischio che la compagnia telefonica possa registrare il contenuto.
Ma non è soltanto un gioco alla guardia e ladri.
Sapere governare l’impatto mediatico delle mobilitazioni è forse il cruccio maggiore degli hactivist,
che infatti consigliano ai manifestanti di usare il buon senso quando decidono di twittare in diretta dalle manifestazioni:
non sempre è consigliabile allegare foto e non è obbligatorio rimane connessi e utilizzare la tecnologia durante le mobilitazioni.
Ai mediattivisti che invece devono informare sugli sviluppi del corteo viene invece fornita da Obscuracam, disponibile su Android,
che velocemente oscura i volti delle persone fotografate.
“Non farti usare dalla tecnologia, usala!” è il motto dei nuovi movimenti.

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L’Huffington Post

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