Una storia totale: l'Hospital Real di Granada

Seguendo la linea “si potrebbe partire effettivamente dal presente/passatomoltoprossimo, per poi risalire al concetto-fil rouge” si potrebbe partire da:

  • Hospital Real Granada oggi: sede del rettorato → Foucault: disciplinamento corpo degli alunni (le ore in classe, scandite dalla campanella, lo stare seduti al banco) + discorso sul sapere come strumento coercitivo
  • Ieri: luogo di reclusione per corpi abietti (manicomio, poveri, ma anche bambini abbandonati)
  • L’altroieri: le prostitute
  • Alle origini: ospedale → malati di sifilide (una malattia comportamentale)
 

Sto provando a fare uno screening mentale con tanto di TAC per ricordarmi i riferimenti bibliografici esatti, ma in alcuni testi di Fernando Bouza ci sono riferimenti e passaggi che guardano nello specifico al caso de l’Hospital di Granada ed altre istituzioni “caritatevoli” cui la corona demandava la gestione (e cura) delle devianze comportamentali, ed in particolar modo sessuali.

Se non sbaglio è soprattutto in Locos, enanos y hombres de Placer en la Corte de los Austrias (Temas de Hoy, ‘91) che viene problematizzata la questione dei vizi sessuali come devianza comportamentale. Sicuramente tratta della condizione privilegiata dei “mostri” presso la nobiltà del Siglo de Oro, che comunque potrebbe toccare il fil rouge dei “diritti”, almeno tangenzialmente. Casi come quello della nana Magdalena Ruiz, e della donna barbuta Magdalena Ventura (che venne addirittura fatta ritrarre da Ribera), che in virtù delle loro deformità venivano innalzate al ruolo di cortigiane e garantite di cospicui vitalizi dei quali i benefattori facevano bella mostra.
In un’altra sede, invece, Bouza tratta più approfonditamente il tema della pena nella Spagna moderna intesa come “contrappasso” e dell’emarginazione sociale. Ed è qui che mi ricordo che parlava dell’Hospital…. mmm, ho l’Alzheimer ma cercherò di recuperare le informazioni dal mio cassetto dei ricordi perduti.

Spero non sia troppo fuori tema!

 
 

Non so ma è bellissimo! Piuttosto ho difficoltà con la bibliografia, spero di trovare qualcosa (magari c’è un catalogo della mostra in cui ho imparato tutte le cose di cui sopra!).

 
 

Se può servirti qualcosa sul discorso dell’infermità e cultura della malattia nel Siglo de Oro (cioè sempre i primi due punti dell’evoluzione) posso rintracciare qualcosa. Ad esempio Nancy Siraisi ha scritto dei libri molto interessanti su st. della medicina e della scienza, anche insieme a Grafton e a Gianna Pomata (con delle derivazioni interessanti nel rapporto fra il rapporto culturale con il passato e con la medicina “Storia e Storia Naturale”). Interessante anche Sendrail, che ha scritto “storia culturale della malattia”, era un medico (chirurgo di non so che), che ha dedicato gli ultimi anni della sua vita e professione alla storia della medicina.

mumble mumble

Appena possibile

 
   

Queste cose mi fanno gioire, sai?