Aspettando l'Anello del Garda

Lo scorso 13 maggio è stato siglato l'accordo tra enti e mondo economico per la realizzazione di un itinerario ciclabile di 150 chilometri, da Caprino fino a Povegliano. Un progetto di questo tipo offre dunque una strategia di sviluppo del territorio di tipo sostenibile in quanto permette di valorizzare, dal punto di vista turistico, tutti quegli elementi culturali e paesaggistici che, pur avendo un alto valore storico e ambientale, sono spesso tenuti in condizioni di marginalità. Ad esempio sarà possibile ammirare lungo il percorso più di cento ville venete che costituiscono uno degli aspetti più tipici della civiltà veneta. Questa iniziativa inoltre intende favorire ed incentivare il "Turismo sociale" che, se opportunamente sviluppato, potrebbe consentire alla Provincia di Verona di inserirsi in specifici circuiti turistici. La Provincia di Verona ha previsto una segnaletica unitaria per garantire la sicurezza dei cicloturisti, ed in alcune tratte ci sono anche le strutture necessarie per i disabili. Una volta fatto tutto questo, il percorso potrà essere "venduto" e promosso da tutti quelli - Comuni, associazioni culturali e privati - che avranno interesse ad incrementare i flussi di visitatori. Non dimentichiamo che il cicloturismo sta diventando sempre più una modalità diffusa, le stime dicono che nei prossimi anni un turista su tre si muoverà in bicicletta".
 

Alla firma dell’accordo erano presenti: Alessandro Bianchi, presidente di Camera di Commercio di Verona; Paolo Arena, presidente Confcommercio di Verona; David Berti, presidente di Rete Verona Garda Bike; Cesare Magalini, vice direttore Coldiretti Verona; Fabio Coltri, rappresentante Apindustria Verona; Marcello Fantini, responsabile area impresa e territorio Confindustria Verona; Carlo Canato, direttore Istituto Regionale Ville Venete.

Hanno inoltre partecipato: Ivan de Beni, sindaco di Bardolino; Anna Maria Bigon, sindaco di Povegliano Veronese; Lorenzo Sartori, sindaco di Cavaion Veronese; Mario Rizzi, sindaco di Pastrengo; Tomas Piccinini, sindaco di Mozzecane; Angelo Tosoni, sindaco di Valeggio sul Mincio; rappresentante del Comune di Villafranca.

A questo storico accordo non aveva aderito il comune di Lazise, anche se la nuova amministrazione comunale ha tutta la volontà di ratificarlo.

 
 

Miozzi faceva notare che il progetto originale dell’anello del garda prevedeva l’adesione di 17 Comuni veronesi (per un totale di 115 km di piste ciclabili). Il preventivo di spesa è stato (sotto)stimato in 75mila euro:
37mila per il tratto Bussolengo – Valeggio
16mila per il tratto Ronchi – Lazise
22mila per quello Garda – Rivoli.
Secondo la convenzione inziale la Camera di Commercio partecipa con 35mila, la Provincia con 16mila, Rete Verona Garda Bike con 10mila, l’Istituto Regionale Ville Venete con 4mila. Confindustria, Confcommercio, Coldiretti, Apindustria e Confartigianato con 2mila.
Attualmente i finanziamenti non sono stati riconfermati, almeno che io sappia.. Qualcuno ha informazioni più recenti?

 
 

All’ordine del giorno del consiglio comunale convocato per il 6 novembre:
8. CONVENZIONE DI PROGRAMMAZIONE NEGOZIATA AL FINE DI PROMUOVERE LA REALIZZAZIONE DI UN PERCORSO SOSTENIBILE CICLO-CULTURALE NELL’ENTROTERRA GARDESANO CHE ATTRAVERSA E COLLEGA IL TERRITORIO DI DICIOTTO COMUNI, DALLE RISORGIVE DI VILLAFRANCA DI VR. E DI POVEGLIANO V.SE AL FIUME MINCIO, PASSANDO TRA I PAESI RIVIERASCHI FINO ALLE PENDICI DEL BALDO DENOMINATOANELLO DEL GARDA”.

 
 

Lazise e Povegliano hanno in comune la presenza storica sul territorio della famiglia veronese dei Balladoro, che visse a Pacengo in Villa De Beni (già V.lla Sagramoso, Camuzzoni, Balladoro). Si devono al conte Arrigo Balladoro gli scavi paleo-etnologici al Bor di Pacengo, la cui collezione di reperti, tra le più importanti mai scoperte, fu donata al museo civico di Castelvecchio a Verona. A Povegliano è conservato l’archivio storico dei Balladoro nell’omonima villa, affidato alle cure di una associazione particolarmente attiva www.museoarcheologico-povegliano-vr.com
Come dicevo, da questi percorsi che promuovono un turismo lento “sociale”, possono sprigionarsi energie del tutto nuove, con reciproco beneficio tra le genti dei comuni interessati.

 
 

#CanDaLUa ho chiesto informazioni al comune capofila del progetto, e presto spero che riceveremo risposta.
Ieri sera in Consiglio comunale l’assessore ai lavori pubblici Benoni ha spiegato che non comporta oneri da parte nostra, a parte l’ordianaria manutenzione stradale del tracciato. In questa fase preliminare la provincia provvederà ad apporre una cartellonistica unica (con logo unico) per non confondere gli utenti. Benoni ha inoltre sottolineato come a questo circuito sovracomunale c’è la volontà d’integrarlo al progetto già approvato con delibera 162/2012, che come l’Anello del Garda va ad esaltare le nostra peculiarità Culturali, Ambientali, Eno-gastronomiche. So che hai avuto un colloquio privato con l’assessore, quindi se avrai ulteriori novità contiamo in un tuo puntuale aggiornamento.

 
 

#Attilioanacleto: confermo l’incontro avvenuto settimana scorsa con l’Ass.Benoni in cui ha preso visione del progetto della ciclabile precedentemente approvata. Nell’incontro si è inoltre evidenziata l’importanza di contribuire ad una ciclabile di natura intercomunale (Anello del Garda) ma anche di collegare a questa un circuito di molità dolce “Lazise-centrico” capace di connettere Lazise, Colà e Pacengo, in modo da valorizzare l’entroterra ed offrire un sistema di mobilità dolce a residenti e turisti.
Ho riproposto l’idea di sviluppare il circuito “Lazise-centrico” su strade bianche, in modo da:
- dare identità e sostenibilità al percorso;
- creare una ciclabile “in sede propria” senza la presenza di automobili;
- censire e tutelare le strade bianche ancora esistenti;
- valorizzare le colture ed il paesaggio agricolo lacisiense.
Adesso la mossa spetta all’attore pubblico. Time will tell..

 
   

Bene, un passo alla volta. Lazise-centrico ok, ma a mio avviso non possiamo fare a meno d’integrarlo col circuito di Castelnuovo (Graspo del Moro) che già s’interseca alla perfezione col nostro tracciato. I nostri vicini hanno adottato un progetto low-cost, con il coinvolgimento di associazioni quali Legambiente: siamo fortunati ad avere AmiciDelGarda che sul piano dei contenuti identitari può sviluppare delle sinergie coi nostri cuginetti castelnovesi.
Percorsi in sede propria è la scelta giusta, ma ovviamente il percorso su strade vicinali comporta (anche dal punto di vista giuridico) una condivisione con “Frontisti e mezzi Agricoli”. Per esempio, il tracciato che va dai Ronchi-Loc. Pigno-Fontana Figara- Curàci, già condiviso col percorso Graspo del Moro (foto in allegato), è trafficato da quanti col GPS cercano una scorciatoia dal traffico di Gardaland: l’asfalto in questo caso invoglia a pigiare sull’acceleratore, e le curve immerse tra i campi di mais rendono questo tratto molto, molto pericoloso. Un semplice cartello (foto in allegato) ne scoraggerà il percorrimento a queste masse di veicoli.