Gorgusello chiama Palu' dei Mori: la Torre come la chiesa di S. Antonio

Da anni ad Antica terra gentile è affidato un convegno nell'ambito delle manifestazioni della Fiera di Breonio. Un riconoscimento importante di cui siamo finora rimasti all'altezza affrontando in cerchio contadino, temi ed idee per gettare il cuore oltre l'ostacolo. Quest'anno si è ragionato sul complesso della Torre di Gorgusello come recupero funzionale (e non solo monumentale) grazie all'architetto Paolo Righetti che ha offerto gratuitamente la sua disponibilità progettuale sull'intero borgo di Gorgusello, e l'architetto Vincenzo Pavan che ha introdotto una riflessione sulla questione delle malghe e degli alti pascoli della Lessinia, paesaggio agrario pressoché prossimo alla completa scomparsa. Il Pavan è docente alla facoltà di architettura dell'università di Ferrara e due sue studentesse stanno ultimando la tesi su Gorgusello: dalle rovine nascono dei giovani talenti. Ho portato la testimonianza da Lazise, poiché una corretta visione agronomica considera globalmente un territorio dal monte al piano. Le nostre corti e l'entroterra ricordano che i problemi della Lessinia non sono troppo dissimili da quelli del Baldo-Garda. La battuta “sul ruolo degli urbanisti che inscatolano esseri umani” si è dimostrata intelligente, poiché per valorizzare un complesso architettonico, esattamente come un prodotto agricolo, bisogna partire dalle persone, non dall'edificio o dal prodotto!
 

Veramente.org Gorgusello: Ricostruiamo la Torre.
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Chissà che l’esperienza di Gorgusello non possa ispirare le genti di Lazise
nella ricostruzione della Chiesetta di Sant’Antonio da Padova al Palù dei
Mori, raro esempio barocco in un ambiente rurale.
Al recupero monumentale potrebbe svilupparsi una rivalutazione ambientale
dell’entroterra, un turismo lento che segue i ritmi agricoli e delle stagioni.

 
 

LE PAROLE DELL’ARCHITETTO PAOLO RIGHETTI AL CONVEGNO DI GORGUSELLO:
“Questa è una società che non ha più un rapporto con l’ambiente creativo, ma con una produzione industriale, per cui anche l’architettura e l’edilizia è diventato un aspetto di questa produzione industriale, che quindi perdendo il legame con la cultura dei popoli, nel migliore dei casi diventa puro design, ovvero architetture che potrebbero stare in qualsiasi posto nel mondo. L’architettura come un oggetto, che seppur bella modifica il territorio, stà lì per un centinaio d’anni, modifica il modo in cui vive la gente, per cui dev’essere l’espressione di una cultura locale, per essere bella, coerente, perchè il mondo conservi la sua biodiversità, sennò diventerà tutto una periferia. La Cina delle lanterne rosse, è incommensurabilmente più bella dello skyline della moderna Shangai, come le città di fango dell’africa del nord lo sono rispetto a tutte quelle cittadelle terziarie che si stanno moltiplicando”.

“Una risposta sarebbe il ritrovare le culture locali, il ricostruire SOCIETA’ DI RELAZIONE dove la gente si conosce, fa delle cose, interagisce, possono riprendere cose che ci sono già. Ecco perchè da noi la modernità non ci stà, perchè non è nemmeno vera modernità, ma international style, grandi firme…design appunto…mentre l’architettura deve respirare ai suoi luoghi, non solo nella scelta dei materiali, ma la cultura costruttiva”.

 
   

Sempre riprendendo le parole dell’Arch. Righetti, pensavo alla chiesetta del Palù dei Mori, che in questo caso “non sarà un restauro edilizio, ma un restauro urbanistico, cioè l’edificio così sarà l’immagine della valle e del paese”. Insomma non si pensi alla Chiesa di S. Antonio come ad un semplice edificio storico, ma parte integrante di un iconema che racconta la vita nel XVII secolo nelle campagne di Lazise. Se pensiamo ad un turismo diverso (elitario?), pensiamo ad una campagna (ecomuseo?) che può sviluppare un agriturismo diffuso, dove le persone pagheranno per rivivere come al tempo degli Spolverini (terrificante anche il solo pensiero d’imbattersi nei Bravi di Fileno a cavallo). Pertanto la conservazione dell’ambiente naturale, delle antiche corti, del recupero edilizio ed umano, darà ben essere per molti anni a venire. Ne sono convinto.