Le origini del movimento ecologista italiano: la nascita di Nuova Ecologia

Inserisco in allegato la mia tesi, da cui cercherò di estrarre l'articolo per la parola chiave.

Allora. Il più grande difetto della tesi è l’essere particolarmente frammentata.

Vorrei mantenere la struttura del discorso ma:
-riassumere notevolmente tutto il primo capitolo. È importante come preambolo però è anche molto ripetitivo.
-Tagliare quasi completamente il secondo capitolo: nella tesi mi soffermo molto sul “prima del movimento ecologista” ma direi che nell’articolo se ne può fare a meno
-mi vorrei invece soffermare su movimento antinucleare, primi anni Ottanta e sul ruolo assunto da Nuova Ecologia.(ho ricostruito la vicenda che porta alla nascita della rivista e i primi anni dell’esperienza editoriale).

Inizio qui una lavorazione “a posteriori”.
L’idea iniziale era molto molto confusa. Mi interessavano i concetti di “partecipare”, “cosa vuol dire partecipare”, “cos’è la democrazia”, “come sta cambiando la democrazia”. (Tutto questo riferito all’Italia e alla Prima Repubblica)
In questo iniziale momento di ricerca ho fatto un po’ di tutto… letto libri che si occupavano di questa tematica (uno tra tutti: Millefiorini La partecipazione politica in italia) e chiesto pareri a professori che mi sembrava potessero occuparsi di questa tematica. In quel periodo ero in Francia, a fare uno stage a Le Monde Diplomatique e ho chiesto pareri a un giornalista sociologo che lavorava lì, che aveva fatto studi sul calo di affluenza alle urne degli ultimi decenni.(mi diceva che , secondo i suoi studi, sono i luoghi in cui il reddito e il livello culturale sono più bassi a essere colpiti per primi dal calo di affluenza alle urne) In questo periodo un po’ caotico ho anche letto i sondaggi dell’istituto Cattaneo, a proposito delle percentuali dei votanti ad ogni elezione.

Il mio relatore mi ha poi aiutato a organizzare i mille spunti, dicendomi due cose essenziali

  • inchieste sociologiche, sondaggi sull’affluenza alle urne devono serviti come spunto per sviluppare una riflessione ulteriore… i dati ti devono servire per sviluppare un’analisi e una riflessione che sia più propriamente “storica”
  • circoscrivi temporalmente: in che decennio o periodo di breve termine vuoi collocare la tua riflessione? La prima repubblica è uno spazio troppo grande di cui occuparsi.

In virtù di questo stimolo, ho deciso in primo luogo di circoscrivere le riflessioni iniziali al passaggio da anni Settanta ad anni Ottanta. Quel momento così spesso additato come la fine della grande ondata partecipativa esplosa tra il 68 e il 77, l’inizio dell’involuzione nel privato, mi sembrava potesse essere utile per comprendere qualcosa di più sulla trasformazione sulle dianamiche partecipative.

Per DELIMITARE la questione in materia definitiva ho analizzato diverse sintesi sull’Italia Repubblicana (per osservare come all’interno di essa è stato collocato il passaggio agli anni Ottanta), e analizzato diversi testi specifici sugli anni Ottanta:
1. Ginsborg Paul, Storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi, Torino, Einaudi, (1988)
2. Lanaro Silvio, Storia dell’Italia repubblicana, Venezia, Marsilio, (1992)
3. Crainz Guido, Il paese mancato. Dal miracolo economico agli anni ‘80, Roma,
Donzelli editore, (2003)
4. Gervasoni Marco, Storia d’Italia degli anni ‘80. Quando eravamo moderni,
Venezia, Marsilio Editori, (2010)
5. Ginsborg Paul, L’Italia del tempo presente: famiglia, società civile, Stato 1980-
1996 Torino, Piccola Biblioteca Einaudi, (1998)
6. Paolo Capuzzo Gli anni Ottanta in Europa in Contemporanea / a. XIII, n. 4,
ottobre 2010
7. Beppe de Sario, Passato prossimo venturo,in “Zapruder. Storie in movimento”
gennaio/aprile (2010)
8. Colarizi Simona, Gli anni Ottanta come storia, Soveria Mannelli, Rubettino
editore (2004)

Tutte queste letture mi hanno permesso di inquadrare con precisione il periodo scelto. Da queste letture sono emerse due linee storiografiche. (rispetto alla questione della partecipazione)

  • Ottanta come “riflusso” politico (Lanaro, Crainz, Ginsborg(1), Colarizi)
  • Ottanta come l’avvento di una società diversa, postmaterialista, con un ceto medio predominante, una maggiore scolarizzazione, caratterizzata da fenomeni parteciativi “nuovi”.(Capuzzo, De Sario, Gervasoni, Ginsborg(5)) —> teoria dei New Social Movement (NSM)

NSM —> Autori che se ne sono occupati —> A.Touraine, C. Offe, J. Habermas, A. Melucci, R. Inglehart.

I tre movimenti principali che si sono che formano la cateoria dei NSM sono quello eologista, pacifista, femminista.

Ho scelto di analizzare la nascita del movimento ecologista.Ho iniziato con il leggere tutto ciò che ho trovato in materia, ed all’inizio ho trovato solo libri di sociologi
*

 

Non sono riuscita a mettere in un unico allegato l’indice e il corpo della tesi, a causa della mancanza di abilità informatiche.
Inizio nei prossimi giorni a lavorare sull’articolo, lo faccio attraverso la wiki, come concordato. L’obiettivo è cercare di renderlo più leggero, coerente, e un po più “parola chiave”.

 
 

aggiunto il tag “Lavorazione” anche qui ;)

 
 

Allora. Ho messo la versione ridotta: ho preso il capitolo su Nuova Ecologia e ho fatto un mini cappello introduttivo. Ditemi cosa ne pensate, se ci sono parti che sarebbe meglio approfondire o o che sarebbe meglio tagliare.

Appena riesco faccio una lavorazione a posteriori, a cui volevo aggiungere alcune “autocritiche” (già che ci siamo)… osservazioni che mi sono venute in mente rileggendo quanto a fatto a distanza di tempo.

 
 

elena, la versione Bucarest è quella papabile per la pubblicazione? l’ho scaricata, la leggo a breve :=
a

 
 

allora io ho letto il testo x bucarest.
è sicuramente interessante parlare di “nuovaecologia” però io cercherei per l’articolo di “usare” la rivista. insomma noi facciamo protagonista la rivista e usiamo la sua vita per dilungarci a parlare del movimento ecologista e non il contrario. quindi non mi dilungherei troppo su alcuni dettagli della rivista.

per quanto riguarda il “prima” io penso che possa essere interessante parlarne in relazione alla nascita del mov ecolog. in relazione alla parola chiave. cioè c’è continuità con i movimenti tipici degli anni sessanta?se si di che crisi si parla? e con i partiti ? questa parte la vedrei bene in un introduzione al tuo articolo(ricordo che l’introduzione della tesi ancora non l ho letta!!!)

mi piace molto la parte in cui parli dell’analisi di “nuovaecologia” che si collega alla critica marxista e alla centralità dell’operaio. questo penso sia importante anche in relazione al concetto di crisi/parolachiave

interessante anche,come hai fatto nella parte finale dell art x bucarest, descrivere critiche e rapporti con il partito dei verdi.

se ci vediamo è meglio!!!!:):):)

aspettiamo news

 
 

Allora, non mi sono soffermata molto sulla crisi in effetti. Ne ho accenntato giusto all’inizio dell’articolo.

Quello che ho fatto in tesi è un capitolo introduttivo in cui analizzo, attraverso le più importanti sintesi dell’Italia repubblicana, come è stato colto il passaggio da anni Settanta a anni Ottanta.
Ciò che “concludo” è che il passaggio è stato colto in termini di “crisi”, perché la storiografia italiana è attenta soprattutto alla storia di partiti e istituzioni. Quindi con la fine del compromesso storico, il delitto Moro, il terrorismo, si fa iniziare un perido di “riflusso” (Crainz) che porta a parlare degli anni Ottanta nei termini di “quello che non è avvenuto”.
Ora, il punto è questo: non è che io voglia negare la “crisi partecipativa” di fine anni settanta, ma più che altro argomentarla in modo un po’ più completo.
Il giornale, nasce proprio nel ‘78, che era un anno difficile dal punto di vista di mobilitazioni e quant’altro. Eppure nasce da parti di giovani, che si raggruppano e trovano il loro modo di esprimere dissenso, e partecipazione rispetto a quanto stava accadendo. Hanno contenuti nuovi, ma sono fortemente debitori di quanto li ha preceduti (vedi la centralità dell’operaio di cui si parlava)

Ok. Mi sono dilungata, cmq si, vediamoci!!!Con mooolto piacere, è la cosa migliore!!!

 
 

Elena ho caricato la versione corretta dalla sottoscritta, per errori formali poco e niente, per il contenuto vale quello che ci siamo dette io tu e debs riguardo l’allungamento della parte generale e il restringimento della parte particolare perchè dobbiamo contare che uno che legge non può sapere molte dinamiche sul movimento ecologista. il tutto dovrebbe starci in 10 pagine + bibliografia
attendo riscontri… :)

 
 

vi ricordo se riuscite a trovare delle immagini (max 4) da mettere poi nell’articolo con spiegazione annessa. :)

 
 

questo lo possiamo già mettere sul sito per pubblicare? è la versione definitiva corretta?

 
 

ovviamente intendevo l’ultimo tra gli allegati

 
 

Ancora un dubbio: ma la lavorazione me la sono persa da qualche altra parte?

 
 

No la versione definitiva la devo ancora mettere… scusate, ci sono quasi.

 
 

L’ho corretta ma mi sono accorta che ci sono 36.00 battutte, diamine, entro domani taglio qualcosa

 
 
  • L’immagine 0469 è “Copertina di Ecologia marzo 1978”
  • L’imagine 0877 è “Copertina di Nuova Ecologia maggio 1981”
  • Hundertwasser —> “Friedensreich Hundertwasser_The Blob Grows in the Beloved Gardens, 1975” (lui è un artista fricchettone ecologista ;))
  • Hundertwasser2 —> “Friedensreich Hundertwasse_Green Town, 1978”

temo che non riusciate a vedere le seconde due immagini, comunque se digitate nome dell’artista e titolo le trovate ovunque! ;)

 
 

Bene, ho caricato ora la versione definitiva negli allegati, con aggiunte le ultime correzioni che Olga mi ha fatto questo pomeriggio.
Manca l’ultimo ok di Debs, non so però se riesce ad avere internet prima di lunedì… ora le invio un sms.

Cmq credo si possa già iniziare a mettere sul sito, al massimo si trovano ancora un paio di refusi.

 
 

Infine, ho caricato la mia autobiografia minima. Ho scelto una foto (l’unica trovata su facebook in cui ho un’aria di serietà e non sono visibilmente sbronza). Magari la mando per mail a Max… Vorrei provare a fare io queste cose da editor ma a me non si apre tutt’ora il sito del casoesse e non ho ben capito la storia dei cookies che spiegava il buon Piero.

Ora devo solo completare la lavorazione, lo faccio entro domani! ;)

 
   

ciao allora..ho stamapato l articolo e l ho corretto sul foglio perché sn da jacopo e non mi veniva bene stare troppo al pc(togliere il pc a un nerd è come togliere l’eroina a un tossico)..le porto stasera!!!comunque ho segnalato solo cose che riguardano le norme redazionali da rivedere in mezza volta nulla di che.
l’articolo va bene è in linea coon gli altri publicati a livello di facilità, lessico non complicato e anche chi non sa nulla del movimento ecolog. capisce il passaggio dagli anni settanta e di cosa trattava e del fatto per esempio che non si parla solo di alberi!insomma funziona!

l’uinica critica, se così si può chiamare, riguarda una mancanza che non è proprio di questo articolo ma del lavoro di tesi di elena che già le dissi in confidenza.

Non si parla della presenza femminile e femminista nel movimento ecologista e non si è riservata una parte alla rottura/continuità tra il femminismo degli anni settanta e femminsmo anni ottanta-mov ecolog. vista l’Importanza del femminismo degli anni settanta e ottanta in ottica anche solo di movimento, penso sia essenziale per un altro lavoro simile trattare l’argomento.
ovviamente è una critica costruttiva per il futuro di ricerca che la cara elena porterà avanti con successo!!!! Ciò non implica un giudizio negativo dell’articolo in se, ma anzi un consiglio!